giovedì 27 ottobre 2011

Ma anche tutti gli altri.


Evidenziatori rossi, sono stati sempre la mia passione, per sottolineare la cattivera delle persone buone, i loro mezzi sorrisi accennati a 33 denti e mezzo. 
Facce blu, gialle e verdi, facce livide, facce da panettone con i candidi partiti che spengono le candeline al tuo compleanno.
Ti rubano tutto: regali, parenti, amici e gli anni che non hai ancora vissuto, che hai solo immaginato, ma che dovrai guadagnarti lavorando a stipedio dimezzato.

William S.

martedì 25 ottobre 2011

Humor Nero

IN TRISTITIA HILARIS, IN HILARITATE TRISTIS

Questa guerra a Nonciclopedia sta diventando veramente grottesca: come saprete, Vasco Rossi sta portando avanti una crociata contro questo sito che fa dello humor nero la sua arma principale.
Nonciclopedia è un sito libero dove ognuno è libero di scrivere quello che vuole, come di lamentarsi di qualche contenuto e di farlo togliere. 
La battaglia di Vasco Rossi, non è in realtà contro questo sito, ma contro la risata di chi non si diverte come lui.
Ora anche Facchinetti e Fiorello si sono schierati dalla sua parte; così dice la sua pagina Facebook. Cristo, che schifo le notizie di oggi.

Il problema è che si mette in discussione lo humor nero.
"L'espressione umorismo nero (o humor nero) si riferisce a un sottogenere di satira e di comicità che tratta di eventi o argomenti generalmente considerati molto seri o addirittura tabù, come la guerra, la morte, la violenza, la religione, la malattia (e quindi la disabilità), la sessualità, la diversità culturale, l'omicidio e così via."        
tratto da Wikipedia.
Bisogna capire che internet rappresenta il mondo intero e nel mondo ci sono tante persone diverse. Gli individui che mi urtano, che mi danno fastidio per il loro modo di porsi, qualsiasi esso sia, non li ascolto ne tanto meno li frequento: è naturale, non trovate?
In internet invece, sembra che ascoltare le persone che feriscono la nostra sensibilità sia il passatempo più in voga! Non possiamo fare a meno di capitare su pagine che ci urtano, ci danno il vomito, ci fanno sanguinare dalle orecchie etc per poi condividerle con il mondo intero. Ovviamente.
E' come se conoscessi la persona soggettivamente più orrenda del mondo, che fa battute del cazzo e che è irrispettoso verso tutto ciò in cui credo…e la facessi incontrare a tutti i miei conoscenti.

IO-"Ehi ciao, ti presento Guilfredo, guarda che persona schifosa"
GUILFREDO-"Vaffaculo stronzo merdone, cacca"
AMICO-"O mio dio, ma è veramente irrispettoso"
IO-"Eh si, poi come si fanno a fare battute così..dai!"
AMICO-"Noi andiamo a berci qualcosa vieni anche tu?"
IO-"Si perfetto, così porto anche Guilfredo e vi faccio vedere che vomito fa venire vederlo mangiare."
GUILFREDO-"Credo che dovremmo aver fiducia dei politici"

Insomma, vi sembra una situazione normale?
Poi, ovviamente, non tutti possono amare l'humor nero, dipende da come reagiamo e viviamo la morte e soprattutto dal nostro livello di umorismo: c'è chi ride della morte e ci chi ride della vita. 

A tutti dispiace per la morte di un ragazzo, è naturale che non vado a fare una battuta su Simoncelli ai suoi cari. Quella è cattiveria. 

Su internet c'è di tutto e noi possiamo decidere cosa leggere e cosa non leggere: oltre alla libertà di condannare, censurare, augurare la morte a chi fa delle battute che non piacciono e via dicendo, abbiamo anche la libertà di scegliere le nostre letture.

Vaffaculo stronzi merdoni, cacca.

Anna B. & William S.

lunedì 24 ottobre 2011

67


 "Dunque, passa in rassegna tutti costoro, dai più umili ai più potenti: questo cerca un avvocato, questo è presente, quello cerca di esibire le prove, quello difende, quello è giudice, nessuno rivendica per se stesso la propria libertà, ci si consuma l’uno per l’altro. Infòrmati di costoro, i cui nomi si imparano, vedrai che essi si riconoscono da questi segni: questo è cultore di quello, quello di quell’altro; nessuno appartiene a se stesso. Insomma è estremamente irragionevole lo sdegno di taluni: si lamentano dell’alterigia dei potenti, perché questi non hanno il tempo di venire incontro ai loro desideri. Osa lagnarsi della superbia altrui chi non ha tempo per sé? Quello almeno, chiunque tu sia, benché con volto arrogante ma qualche volta ti ha guardato, ha abbassato le orecchie alle tue parole, ti ha accolto al suo fianco: tu non ti sei mai degnato di guardare dentro di te, di ascoltarti. Non vi è motivo perciò di rinfacciare ad alcuno questi servigi, poiché li hai fatti non perché desideravi stare con altri, ma perché non potevi stare con te stesso.  
III Per quanto siano concordi su questo solo punto gli ingegni più illustri che mai rifulsero, mai abbastanza si meraviglieranno di questo appannamento delle menti umane: non tollerano che i propri campi vengano occupati da nessuno e, se sorge una pur minima disputa sulla modalità dei confini, si precipitano alle pietre ed alle armi: permettono che altri invadano la propria vita, anzi essi stessi vi fanno entrare i suoi futuri padroni; non si trova nessuno che sia disposto a dividere il proprio denaro: a quanti ciascuno distribuisce la propria vita! Sono avari nel tenere i beni; appena si giunge alla perdita di tempo, diventano molto prodighi in quell’unica cosa in cui l’avarizia è un pregio. E così piace citare uno dalla folla degli anziani: "Vediamo che sei arrivato al termine della vita umana, hai su di te cento o più anni: suvvia, fa un bilancio della tua vita. Calcola quanto da questo tempo hanno sottratto i creditori, quanto le donne, quanto i patroni, quanto i clienti, quanto i litigi con tua moglie, quanto i castighi dei servi, quanto le visite di dovere attraverso la città; aggiungi le malattie, che ci siamo procurati con le nostre mani, aggiungi il tempo che giacque inutilizzato: vedrai che hai meno anni di quanti ne conti. Ritorna con la mente a quando sei stato fermo in un proposito, quanti pochi giorni si sono svolti così come li avevi programmati, a quando hai avuto la disponibilità di te stesso, a quando il tuo volto non ha mutato espressione, a quando il tuo animo è stato coraggioso, che cosa di positivo hai realizzato in un periodo tanto lungo, quanti hanno depredato la tua vita mentre non ti accorgevi di cosa stavi perdendo, quanto ne ha sottratto un vano dispiacere, una stupida gioia, un’avida bramosia, una piacevole discussione, quanto poco ti è rimasto del tuo: capirai che muori anzitempo". Dunque qual è il motivo? Vivete come se doveste vivere in eterno, mai vi sovviene della vostra caducità, non ponete mente a quanto tempo è già trascorso; ne perdete come da una rendita ricca ed abbondante, quando forse proprio quel giorno, che si regala ad una certa persona od attività, è l’ultimo. 
Avete paura di tutto come mortali, desiderate tutto come immortali. 
Udirai la maggior parte dire: "Dai cinquant’anni mi metterò a riposo, a sessant’anni mi ritirerò a vita privata". E che garanzia hai di una vita tanto lunga? Chi permetterà che queste cose vadano così come hai programmato? Non ti vergogni di riservare per te i rimasugli della vita e di destinare alla sana riflessione solo il tempo che non può essere utilizzato in nessun’altra cosa? Quanto tardi è allora cominciare a vivere, quando si deve finire! Che sciocca mancanza della natura umana differire i buoni propositi ai cinquanta e sessanta anni e quindi voler iniziare la vita lì dove declina."

Niente mi sembra degno di fiducia. 
Decidete voi cosa è giusto e cosa no.

Seneca and Anna B.

venerdì 21 ottobre 2011

Brucia la Grecia



Bruciare le banche è da stronzi, no non si fa!
Le banche possono bruciare gli uomini, soprattutto quelli greci (sono di stagione sapete? come le caldarroste, gnammm!).
Rubare i soldi, vita,  casa, terra etc. alle persone va bene, tanto di sicuro saranno tutti brutti e cattivi.
La chiesa -ortodossa-, i politici, le banche etc.  possono rifiutarsi di  contribuire a pagare la crisi, tu no.
Benvenuti nell'Europa del XXI secolo!

Ma del resto perchè mai lamentarsi? Lamentarsi è da ingrati! schifosamente ingrati! Noi siamo fortunati, siamo nel 2011 mica nei brutti tempi del medioevo eh abbiamo tutto quello che i poveretti del passato non avevano: diritti e doveri uguali per tutti, democrazia nel vero senso letterale, libertà è in più siamo tutti più belli e felici.

Bla bla bla

And think their soooo
And think their so lonely, babyyy
Well, they're so lonely
They'll be so lonely, they could dieeee!

Torno a deliziare i vicini con le mie doti canore! auguro ai carissimi lettori, che nessuno di voi abiti vicino a me.




Anna B.




Rivoluzione?!



L'immagine di Gheddafi è ovunque, sono tutti contenti di averlo ucciso. Ma non si rendono conto di essere peggio del carnefice che tanto hanno voluto vedere morto?...e via discorrendo. Questo è il tipico inizio della maggior parte delle opinioni che puoi trovare su internet riguardo Gheddafi. A me non interessa di Gheddafi, perché non era presente quando perdevo tutti i miei pogs contro un bastardo in 3a elementare o quando sono caduto dalle scale rompendomi il naso o quando ho ascoltato la prima musica decente, insomma non appartiene alla mia realtà. Appartiene a una realtà quasi inventata. Certo se fossi nato da un'altra parte non parlerei così, ma io sono nato qui, in Italia. E questo non c'entra nemmeno un cazzo col discorso capite?
Potreste dire che è perché la televisione ci ha trasformato e quindi non riusciamo più a considerare vera la realtà lontana. Il problema è che la realtà lontana non è mai stata vera cazzo! Semplicemente perchè la realtà per noi esseri umani è sempre stata quella tangibile. La possibilità di vedere qualcosa di filmato e quindi non verificabile distrugge la nostra concezione di realtà, quindi non potete venire a dirci che voi in tv siete reali, perchè non lo siete, non esistete nel nostro mondo tangibile. Ma allo stesso tempo state trasformando la nostra concezione di vita e quindi non capiamo più -quasi- un cazzo.

Se non esiste male e bene perché allora è giusto fare il bene e sbagliato fare il male? Semplicemente non ha nessun senso tutto questo. Il bene e il male appartengono a quel sistema di codici che reggono la società, si insomma, che permettono ai cattivi di arricchirsi e ai buoni di essere felici della loro povertà. Non è la religione ad essere l'oppio del popolo ma la semplice distinzione tra bene e male.
Tutto è naturale, non esiste sbagliato o giusto. Salvare un bambino che sta morendo è bene semplicemnete perchè c'è stato insegnato. Ma non lo salveremmo sempre durante la nostra vita, dipende dal contesto, dipende da tante cose. I simboli del male, politici, mafia, cattivoni, ecc., si trovano ad esercitare la loro funzione di "male" semplicemente perchè è naturale che sia così e non c'è nessuna legge dell'universo che lo vieti. Tu puoi essere cattivo quanto vuoi, non esiste nessun inferno che ti punisca. Queste favole sono state inventate per far temere e rispettare i cattivi, però facendo capire ai buoni che essere come loro è sbagliato, che bisogna filare dritto e rispettare alcune regole morali che ti fanno accedere al paradiso o considerare dal popolo un bravo cittadino.
La democrazia non può esistere, la democrazia non esisterà mai. Siamo troppi per poter decidere tutti assieme e quelli che eleggiamo sono troppo vanitosi ed egocentrici per pensare a noi. La rivoluzione serve solo a instaurare una dittatura o comunque dei gruppi armati o non, che guidano il popolo attraverso le loro decisioni. In pratica come adesso. Le altre forme di governo sono tutte uguali cazzo, cambia solo il nome. Ma non è qualcosa di risolvibile con il ragionamento. Sono convinto che si tratti di evoluzione.

Come i lupi, le formiche o le api, anche le scimmie hanno un loro comportamento animale. Questo comportamento associato ad una capacità di ragionamento minima e a qualche pelo in meno genera l'uomo. L'uomo è un animale e vive per gruppi. Il più forte comanda. Il cervello mette in gioco l'intelligenza, bene, chi è più intelligente vince e comanda. E' sempre la stessa solita vecchia canzone. Ripetuta e ripetuta miliardi di volte.
Non potremo mai evolverci veramente se non con una rivoluzione interiore, dell'animo.

inRiserva è apolitico e anti-etichettatura, anzi se dobbiamo essere etichettati vorremmo prendere parte al gruppo "che non vuole essere etichettato" così i miei cari retorici del cazzo sono contenti.

William S.


giovedì 20 ottobre 2011

Parcheggio

Sarà che sono sempre in riserva! Ma pur essendo donna io amo parcheggiare, sostare soprattutto di notte, fermarmi dentro quelle due righe bianche e…chiacchierare. 
Sì avete letto bene, chiacchierare. 

Questa mia insana passione, mi ha condotta a sperimentare diversi tipi di visioni a luci rosse, che questa sera voglio condividere con voi cari lettori:

primi su tutti troviamo nella mia classifica personale, i vecchi senza pudore, solitamente li vedi arrivare nelle loro belle auto con la prostituta di turno al fianco e parcheggiare come se nulla fosse accanto a te, povero sprovveduto, che in quel parcheggio stai davvero parcheggiando. 
Non ti lasciano neanche il tempo di fuggire che in un lampo l'orrore è compiuto: te li trovi uno sopra l'altro, grotteschi quanto, fortunatamente - data l'età - veloci.
In seconda posizione, troviamo quelli che a me piace chiamare agenti segreti dai vetri oscurati: normalmente si presentano come losche auto fantasma le quali si piazzano puntualmente alle tue spalle facendoti sentire come un protagonista di un patetico b movie di spionaggio - personalmente io sono vittima dei deliri paranoici del mi guardano ma io non posso vedere loro - in realtà, sicuramente anche loro stanno solo amoreggiando. Almeno spero.
L'ultima categoria, degli incontri a luci rosse nell'aerea della sosta, sono le curiosissime passeggiatrici del parcheggio: normalmente si tratta di esemplari di donne ginniche, la quali instancabili, salgono e scendono di macchina in macchina - non sono tutte blu tranquilli - riuscendo nell'incredibile impresa di percorrere svariati km restando in realtà ferme nello stesso posto. Ammirevole.
Probabilmente, si tratta solo dell'ultima tendenza degli alti ranghi per tenersi in forma, ma se fossi un uomo lascerei anche io lo sportello aperto, non si sa mai. 

Da stanotte quando parcheggiate aprite bene gli occhi - o chiudeteli dipende dai gusti -

Anna B.

Tre valori a caso

Insonnia   -   B Movies   -   Polistirolo


Anna B. & William S.

Abandoned Televisions

Questi sono i televisori abbandonati di Alex Beker. L'artista li ha fotografati per strada a Toronto, lasciati a loro stessi. O forse sono apparecchi in sciopero e allora dovremmo parlare di #occupythestreet, movimento di protesta anonmimo formato da televisori che involontariamente finiscono in strada e decidono di occuparla con immagini del passato come se volessero commuoverci, facendoci ricordare i bei vecchi tempi passati insieme a loro. Queste foto sono belle e questo aldilà dell'effetto vignetta, un po' sfuocato e un po' oscurato che un po' tutti applichiamo alle nostre foto per renderle più fighe. Hanno un'energia particolare che deriva dalla fusione del presente, popolato da fantasmi sempre più reali quali povertà, abbandono, degrado, e da un passato che si fa ricordare dentro la televisione.
E se oggi l'unico modo per riesplorare la nostra memoria sta nel guardare un filmato di noi in vacanza a Riccione qualche anno fa, mi chiedo: il nostro passato appartiene ancora a noi?







Abandoned Televisions

William S.

mercoledì 19 ottobre 2011

Battesimo

Siamo un ragazzo e una ragazza di età imprecisata, diciamo tra l'età del "che bello mi sto laureando" e del "che cazzo faccio adesso". Apriamo questo blog per diffondere notizie, immagini e quello che ci ispira. Crediamo profondamente in valori quali "Libertà", "Uguaglianza", "Ricchezza". Se tutti noi fossimo più liberi e ricchi senza distinzione alcuna saremmo tutti più felici. Oppure crediamo in altri tre valori a caso, purchè facciano tendenza al momento. "Insofferenza verso le manifestazioni", "Steve Jobs" e "L'ultimo singolo di Rihanna" possono andare bene questa settimana. Faremo una classifica con i valori più in voga per restare sempre aggiornati, non preoccupatevi. Speriamo di resistere e di continuare a dar vita a questo blog anche se come dice il titolo, noi siamo sempre in riserva e potremmo spegnerci da un momento all'altro.


William S.  e Anna B.